Macchianera

Settimanale diretto da Dario Meschi

Ultimo aggiornamento: sabato 31 luglio 2010 - Anno 10 - Nr. 31
Fare doppio clic su una parola per vederne il significato. Grazie a Zanichelli

nord ovest

In questo numero

Articoli

Rubriche

Inoltre...



La questione morale

Sezione#2_1I personaggi politici chiamati a rispondere, a torto o a ragione, di comportamenti discutibili, sconvenienti, inopportuni, e in alcuni casi addirittura illeciti e fraudolenti, sono sempre più numerosi. I coinvolti sono equamente suddivisi tra gli schieramenti di centrodestra e centrosinistra, in funzione dei posti di potere che ricoprono, anche se le presunte responsabilità di deputati e senatori, coordinatori di partito, ministri e sottosegretari ledono pesantemente l'immagine delle istituzioni e del governo.
Spesso le accuse si risolvono in un nulla di fatto, per l'innocenza delle persone coinvolte o per la mancanza di prove, sta di fatto che il malcostume è degenerato, il senso del dovere e dell'onore sembrano appartenere ad un'epoca lontana, e, per questo, diventa necessario porre una questione morale in un momento difficile di crisi economica e di sacrifici per tutti, che faccia riflettere su una pericolosa deriva in grado di minare la politica e le istituzioni, coinvolgendo uomini politici di rango.
Che si creino ad arte accuse ed infamie per finalità politiche è abbastanza evidente, come è altrettanto incontestabile che vi sia uno scadimento umano, politico e morale. Chi è indagato evita di dimettersi dall'incarico, mentre in altri tempi, chiunque fosse stato sfiorato da accuse disonorevoli, avrebbe abbandonato l'incarico e la vita pubblica per dedicarsi ad altro, e, in casi estremi, avrebbe addirittura preferito il suicidio al disonore. Ora, si nega anche l'evidenza, si minimizza, si generalizza magari coinvolgendo altri, per confondere le idee e intorpidire le acque. La ripetizione degli scandali, degli abusi, dei favoritismi, il tentativo maldestro di nascondere le proprie nefandezze dietro il paravento dell'interesse generale o dell'emergenza, deludono la gente, che si allontana sempre più dalla politica, dal voto, e dalla lettura dei giornali, per disgusto, e per non sentirsi in qualche modo corresponsabile di un sistema che è degenerato.
Dopo le giunte rosse, la mala sanità e altre bazzecole del genere è un momento di (pessima) celebrità per gli uomini della maggioranza e dell'esecutivo, e, mentre non si è ancora spenta l'eco delle dimissioni del ministro Scajola, si denuncia la costituzione di una nuova loggia affaristica, denominata P3, che includerebbe uomini di potere, affaristi e personaggi ambigui già al centro, da oltre trent'anni, di affari loschi.
La politica muove capitali, favorisce guadagni con appalti e forniture; garantisce un trattamento da nababbi a pochi fortunati, che, non soddisfatti del loro status, trovano il modo di cogliere ogni occasione per ottenere vantaggi, prebende, favori e riconoscimenti.
In questo quadro inquietante, di fronte alla diffusione di notizie scandalistiche, e alle tensioni tra leader c'è chi non intende essere omologato, e preferisce prendere le distanze e, come nel caso di Gianfranco Fini, ponendo l'accento su questioni di principio e di moralità.
L'ex presidente di AN ha assunto una posizione critica nell'ambito del partito di cui è stato promotore insieme a Berlusconi: avrebbe potuto svolgere l'incarico di Presidente della Camera con onore senza immischiarsi nelle vicende del governo e della maggioranza, aspettando in silenzio i tempi della successione per poi essere acclamato a furor di popolo,quale nuovo 'Cesare', ma ha preferito punzecchiare dapprima gli alleati, per poi, passo dopo passo, togliersi tutti sassolini che aveva nella scarpa, uscendo allo scoperto e affermando valori e principi che tutti in linea di principio dovrebbero condividere, attaccando a muso duro il Cavaliere.
Forse, ha agito per ambizione, forse per ribellione, oppure per stroncare un modo di governare non condiviso, anche se dallo stesso Fini esercitato con metodi analoghi in AN, ma ora scomodo e difficile da accettare, e, a fronte di scandali continui, di lotte fratricide e di un partito egemonizzato, ha cominciato a prendere le distanze, a criticare, pubblicamente e apertamente, scelte e metodi, contestando il modo, troppo decisionista, di governare di Berlusconi.
I due personaggi in fondo si assomigliano, per gli atteggiamenti che assumono, per le convinzioni assolutiste per cui si accalorano, e come poli opposti si incontrano non riuscendo più a trovare il dialogo, e punti di incontro che garantiscano una sintesi politica.
I nuovi scandali hanno contribuito a peggiorare la situazione al punto che si è scatenata la furia del Presidente del Consiglio, che porterà con ogni probabilità ad una scissione, all'allontanamento degli ex missini ritenuti ormai scomodi e irrecuperabili, con la possibilità di addivenire per mancanza di un'adeguata maggioranza parlamentare a nuove elezioni.
Molto dipenderà dalle inchieste in corso, dalla determinazione di Berlusconi, che ha già minacciato il ricorso alle urne, dallo stesso Fini, che non potendo fare marcia indietro per non perdere la faccia, potrebbe ritrovarsi nel ruolo scomodo di oppositore, nonostante il tentativo disperato di abbassare i toni, e trattare una sorta di tregua armata.
A questo punto non resta che attendere gli sviluppi in questa estate torrida, anche se, sulla questione morale, tutte le forze politiche dovrebbero esprimere condivisione, magari ammettendo colpe e responsabilità: la situazione è tale da non consentire titubanze e il Paese in questo momento ha bisogno di ben altro del ricorso alle urne.

Dario Meschi

 

Torna alla homepage

Scriveteci: posta@macchianera.it

Line

Copyright © 2001-2010 Macchianera.it. Sito by Fly-On-Web
Contattare il Webmaster per problemi tecnici.
Tutti i diritti sono riservati.  Il materiale presente in questo sito non può essere riprodotto, neanche in parte, senza il consenso di macchianera.it. Il sito segue le regole della legge 675 sulla privacy, relativamente alle mail ricevute