Caos e viabilità
"Lasciate ogni speranza o voi che entrate…" Con queste parole, che Dante vede scolpite sulla sommità di una porta, si apre il Canto III° dell'inferno, sulla soglia del mondo che ospita le anime dannate. Le stesse anime, dannate non per i peccati che compiono o hanno compiuto, ma per la sofferenza che patiscono quotidianamente quanto per ragioni di studio e di lavoro, devono raggiungere in auto la città di Milano, il suo interland, o le autostrade. L'assessore provinciale ai Lavori Pubblici e alla Viabilità della Provincia di Lecco, Stefano Simonetti, si sta interessando alla risoluzione del problema dello snodo Est che potrebbe snellire il traffico da e per Milano, e, per reperire le risorse necessarie, ha chiamato a raccolta i comuni della provincia interessati e quelli limitrofi dell'area milanese che fanno capo alla Provincia di Monza-Brianza.
Stefano Simonetti
L'idea è di riunire le forze, individuando un percorso intelligente in grado di limitare o risolvere definitivamente il problema delle code che ogni giorno si formano sulle strade provinciali prima di immettersi nella tangenziale, se da un lato è lodevole, almeno per l'impegno profuso, dall'altro lascia spazio a molteplici perplessità, in quanto non si comprende chi possa finanziare un progetto dai costi milionari, considerate le difficoltà che tutte le amministrazioni comunali e gli enti superiori devono quotidianamente affondare per la diminuzione delle somme loro erogate. I lavori si eseguono con i quattrini e non con le chiacchiere e i buoni propositi, e pertanto le iniziative in corso sono destinate al fallimento perché non saranno in grado di risolvere, almeno in tempi relativamente brevi, il problema, riuscendo forse a soddisfare le esigenze di visibilità e di chi amministra con buona volontà senza però poter agire per l'evidente mancanza di risorse. L'incontro tra Simonetti e l'assessore alle Opere Pubbliche, Viabilità e Trasporti della Provincia di Monza e Brianza, Francesco Giordano, ha consentito uno scambio di idee, un approccio e un protocollo d'intesa che potrebbe tradursi in qualcosa di concreto soprattutto se la politica saprà trovare la strada giusta e i fondi necessari. Del resto la Provincia di Lecco ha già intrapreso o sta completando numerose opere pubbliche, dalle rotatorie al nuovo tratto della Lecco-Bergamo, e nella Provincia di Monza-Brianza non mancano altre priorità da affrontare e risolvere. A fronte di questa situazione, bisognerà rassegnarsi, accettando tempi lunghi, magari iniziando quanto prima gli studi individuando il percorso, e abbozzando un progetto di massima che sappia individuare i percorsi e quantifichi la spesa. La nostra unica speranza deriva dall'approvazione di un progetto in grado di mettere in moto, programmandola, la successiva fase esecutiva. Non rimane quindi che attendere, procedendo con sano realismo, sapendo che nessuno potrà fare miracoli perchè mancano le risorse necessarie, e, considerati i tempi impiegati nella realizzazione delle opere pubbliche, bisognerà attendere pazientemente parecchi anni, lavorando con impegno per risolvere un problema che coinvolge un territorio densamente abitato e urbanizzato, in cui sarà difficile individuare percorsi validi che non lo danneggino ulteriormente. Gli antichi romani hanno insegnato che con la costruzione delle strade si formano e conquistano gli imperi. Nel nostro caso, non dobbiamo allargare i confini dell'Ia Patria, ma solo giungere a un equilibrio che consenta il miglioramento della viabilità e della qualità della vita, e non saranno di certo le difficoltà economiche a fermare un'opera necessaria e sicuramente prioritaria. I comuni dovranno svolgere il loro compito con diligenza e lungimiranza evitando di innalzare barricate o cercando di imporre a tutti i costi soluzioni che gli esperti potrebbero non condividere. La parola rimanga alla politica, ma soprattutto ai tecnici che dovranno assumere responsabilità non indifferenti.
Dario Meschi
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